Diego ‘Zoro’ Bianchi: “Gli attacchi del potere alla satira? Bisognerebbe gridare allo scandalo”

Ironico, dissacrante, serio, profondo, critico, mai banale. Sembra un ossimoro e forse Diego Bianchiun po’ lo è. Basta vedere i suoi video, su Youtube, a Rai 3 in “Parla con me”, oppure l’ultimo, realizzatoieri in esclusiva per il Premio Ilaria Alpi: un viaggio a L’Aquila, un’intervista al sindaco Massimo Cialente pochi minuti prima della manifestazione di protesta S.O.S (guarda qui il video). Abbiamo sentito Diego, che ci ha parlato del suo lavoro di autore satirico. O di giornalista senza tessera?

Zoro, che aria si respira oggi nel mondo della satira?
“Che domandone… Nel mondo che frequento io discreta, un’atmosfera nonostante tutto abbastanza rilassata, anche perché parlo per la trasmissione nella quale ho lavorato quest’anno. ‘Parla con me’ nonostante tutto è andata molto bene, tanto da poter quasi ringraziare chi l’ha attaccata per la pubblicità fatta. C’è però preoccupazione, perché è chiaro che nel momento in cui il potere se la prende in maniera esplicita con la satira, anche facendo nomi e cognomi, la situazione insomma non è proprio rosea… Ma ci stiamo abituando anche a questo. Senza fare troppi esempi, rimanendo solo a Berlusconi, alcune sue frasi dovrebbero fare sobbalzare dalla sedia, ma non saranno gli attacchi alla satira a far gridare allo scandalo”.

Come vivi il tuo connubio con il web?
“Internet è un posto dove si sperimenta tutto, dove si può sbagliare senza dover pagare chissà quale prezzo e ritentare. Questo vale per tutto, vale per l’informazione e vale anche per la satira. Personalmente, quando ho cominciato a fare video non pensavo neanche di fare satira, insomma, il concetto di satira è talmente soggettivo. Mi piacciono molto le persone che si presentano come autori di satira, anche se mi mettono un po’ in soggezione, ho un grande rispetto per la parola e io non mi presento assolutamente come autore di satira. Però internet è un posto dove volendola fare, la si può sicuramente fare. Poi se le cose vanno bene in internet si crea un pubblico, soprattutto se altrove gli spazi sono ridotti”.

Secondo te la satira viene considerata sempre di più come denuncia e critica politica?
“Sì, anche se non so se sia un bene o un male. Il fatto che parecchi comici spesso vengano presi ad esempio come leader politici dà la sensazione dell’alterazione della normalità delle cose. E’ bene che i comici facciano i comici, i politici facciano i politici e non viceversa. Spesso però si creano dei vuoti tali di rappresentanza, per cui se un comico diventa più rappresentativo di un politico, bisogna prenderne atto, senza poi rimanere delusi nel momento in cui il comico dice qualcosa che non va bene, o si scopre che prende troppi soldi o cose di questo genere. E’ il pubblico che fa di un comico un leader politico, magari anche ingenuamente. Non parlo necessariamente di Beppe Grillo che invece una sua lista l’ha fatta, e quindi si è presentato a tutti gli effetti come un leader politico”.
Alessandro Socini e Giulia Pacifici

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