Premio Ilaria Alpi, a Riccione arriva l’Unità Mobile

La prima “trasferta” l’Unità l’ha fatta a L’Aquila nei giorni dell’anniversario del terremoto, per raccontare, attraverso le sue firme più brillanti, la vita del “popolo delle carriole” e gli scandali della ricostruzione. Poi a Reggio Emilia per la festa della Liberazione, quindi in Sardegna per trascorrere il primo maggio all’Asinara, l’“isola dei cassaintegrati”, insieme agli operai della Vinyls. Ogni viaggio, un luogo simbolo dell’Italia di oggi, una ricorrenza da non mancare, un grande tema da sviscerare. Ora che il dibattito si è acceso ancor di più sull’informazione e la giustizia con l’approvazione al Senato della “legge bavaglio”, l’Unità si appresta a sbarcare a Riccione.

“Quello che stiamo vivendo è un momento drammatico per la libertà d’informazione”, dice il condirettore dell’Unità Giovanni Maria Bellu, e Riccione, grazie alla sedicesima edizione del Premio Ilaria Alpi, è il posto giusto per parlarne. Così giovedì 17 giugno ai giardini di Villa Mussolini arriverà l’Unità Mobile: “a bordo” il direttore Concita De Gregorio, probabilmente la giornalista Gabriella Gallozzi, qualche collega dell’online e un tecnico per curare la diretta web e mettere in collegamento Riccione con Roma, dove ci saranno Giovanni Maria Bellu e tutta la redazione.

Alle 11, come ogni giorno, terremo la nostra riunione di redazione, quella in cui impostiamo il giornale del giorno dopo – anticipa Bellu -. Lo faremo in pubblico, ogni settore indicherà il suo ‘menu’, gli argomenti da seguire, decideremo a chi affidare i servizi e quale sarà il tema della nostra copertina. Sarà come un’assemblea pubblica, in cui chi partecipa vedrà come nasce ogni giorno l’Unità, come scegliamo le notizie e perché ad alcune si dà maggiore ampiezza”.

Nei tre quarti d’ora di discussione serrata sui temi caldi del giorno, il pubblico non avrà solo la possibilità di capire come si costruisce un giornale. Si potrà anche intervenire, fare domande, lasciare il proprio contributo alle telecamere dell’Unità, proporre dei temi proprio “come se si fosse parte della redazione”, aggiunge Bellu.

Ma la redazione aperta, che sarà trasmessa in diretta streaming su Unita.it, sarà solo una parte dell’incontro tra il giornale fondato da Gramsci, il Premio Ilaria Alpi e i suoi tanti ospiti, dai reporter delle principali testate italiane e straniere, ai magistrati che si occupano di mafia e corruzione. “A Riccione ci muoveremo come un inviato collettivo – conclude Bellu -. Cercheremo notizie, acquisiremo materiale, faremo interviste, che il giorno dopo confluiranno sulle nostre pagine”.

Manfredi Liparoti

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