Francesco Zizola al Premio Ilaria Alpi: “Le mie foto in viaggio nel pianeta dimenticato”

Sono scatti che arrivano da Paesi come l’Etiopia, il Mali, l’Afghanistan e il Sudan, in sostanza tutta le “realtà senza schermo”, intere porzioni del pianeta Terra semplicemente dimenticate dai media. “Mondi al limite” è la mostra d’apertura del Premio Ilaria Alpi 2010, inaugurata oggi a Riccione a Villa Mussolini. Un percorso fotografico firmato da Francesco Zizola che tratteggia 19 anni di carriera svolti in giro per la carta geografica, dall’Africa – al fianco degli operatori di Medici senza frontiere – fino al cuore dello sviluppo capitalistico, negli Usa, per raccontare l’ascesa dei bimbi star della pubblicità, sotto lo sguardo interessato dei genitori. “In quel caso sono andato a cercare nei paesi ricchi esempi di ‘reiterazione del problema’ – spiega Zizola -: ad esempio, come cresce e con quali valori si forma la futura classe dirigente americana?”.

Ma il fulcro delle istantanee di Zizola restano le aree del mondo dimenticate, le zone del pianeta dove le crisi procedono a vele spiegate ma a cui la tv preferisce anteporre altri temi, come i saldi di fine stagione (122 notizie dedicate agli sconti, contro 77 servizi in un anno di Aids) e i crimini più intriganti (585 servizi per il delitto di Garlasco, contro le zero notizie dedicate all’endemia latinoamericana della malattia di Chagas). “I dati sui telegiornali, che periodicamente raccogliamo insieme all’osservatorio di Pavia, sono sconfortanti – sottolinea Sergio Cecchini, direttore della comunicazione per Medici senza frontiere – ed eventi come il Premio Ilaria Alpi contribuiscono a dare il giusto valore ad un giornalismo che non deve dimenticare la sua dimensione etica”.

Francesco Zizola, unico italiano ad aver vinto nel 1996 il prestigioso World Press Photo con la migliore istantanea dell’anno, ha un’idea molto chiara della situazioni che rappresenta: “Nelle mie immagini si rintraccia un mondo al limite, immerso in problemi che influenzano la quotidianità, la vita che si svolge giorno per giorno. Il dramma è che questi problemi nascono da distorsioni politiche ed economiche, e sarebbero risolvibili se solo ci fosse la volontà concreta di farlo”.

Le immagini della mostra tessono una tela in bianco e nero, che si posa sulla realtà evidenziando il legame umano invisibile ma presentissimo fra le vittime di malattie e conflitti, donne e bambini immersi in contesti ostili e affascinanti, e volontari impegnati quotidianamente nel tentativo di lenire il dramma. “La mia estetica è precisa, non è basata sul colpo allo stomaco e anche quando decide di mostrare la violenza rispetta dei criteri molto chiari – conclude Francesco Zizola -. La realtà tout court non è riportabile, l’immagine è sempre interpretazione, nel rispetto delle regole etiche e deontologiche del giornalismo. E’ anzi necessario, per rispettare la realtà e la sua integrità, essere consapevoli della propria chiave di lettura che, per onestà, bisogna dichiarare esplicitamente”.
Gregorio Romeo

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